Meditazioni

 

Chiamiamo "meditazioni", per semplicità, le tecniche che conducono alla meditazione. Come ho spiegato prima, la meditazione non è una cosa che si fa, ma che accade. Che cosa si prova quando si è in meditazione? Come riconoscere quando si è in uno stato meditativo? Ci sono alcuni parametri, che secondo me sono fondamentali per poter riconoscere questa condizione: prima di tutto, la consapevolezza e lo stato meditativo coincidono. Tuttavia mi sento di dire che la meditazione aiuta la consapevolezza a crescere. E’ come dire che, quando lavoro, guadagno dei soldi e questi soldi aiutano a far crescere il mio conto in banca. Allo stesso modo, lavorando su noi stessi, praticando tecniche di meditazione, raggiungiamo uno stato meditativo e questo, aiuta a far crescere la nostra consapevolezza. Quindi le tecniche sono uno strumento, un mezzo, una via. Posso prendere il treno se ho bisogno di spostarmi da A a B, ma una volta arrivato a B, non ho più bisogno del treno. Spesso ci si attacca troppo alle tecniche. La meditazione è una medicina per l’anima e come tutte le medicine, va presa quando ce n’è bisogno. Quando una tecnica ha dato i suoi frutti, abbandonala. Premetto che non amo le tecniche statiche tipo stare seduti in silenzio in posizioni scomode o tecniche tipo lo Yoga. yoga folle!!!

Queste tecniche furono create per la tipologia di mente orientale, ma non riscontrano grande efficacia con le menti occidentali. Perché?  Perché noi occidentali siamo troppo coinvolti nella mente e nelle emozioni. Difficilmente sappiamo restare fermi. Abbiamo bisogno di muoverci in continuazione a causa della nostra irrequietezza. Se hai notato come ti senti dopo una corsa di alcuni km o più semplicemente dopo aver fatto l’amore, allora capisci cosa intendo. La meditazione è uno stato di rilassamento profondo, che è più facile raggiungere dopo che ti sei stancato fisicamente. Alcuni libri sul rilassamento, descrivono il rilassamento come una cosa da fare. Oppure quando qualcuno vi dice: stai tranquillo… rilassati… in realtà, quando si è pieni di pensieri e preoccupazioni, non è così semplice rilassarsi! Come non è altrettanto semplice stare seduti e fermi per almeno un ora! Ben diverso è invece il rilassamento che accade dopo una lunga corsa o comunque dopo che ci si è stancati fisicamente. Infatti ho detto "il rilassamento che accade" e non che si è fatto!

In questo post, voglio proporre alcune tecniche di meditazione che si possono svolgere a casa propria o nei centri specializzati. Se siete nuovi a esperienze di questo tipo, nulla vieta di farle per conto proprio, ma è raccomandabile, specialmente per le meditazioni dinamiche, rivolgersi a un centro specializzato in quanto è possibile, grazie soprattutto alla presenza di altre persone, di sentirsi più profondamente coinvolti. Divido questo post "meditazioni" in tre gruppi: tecniche di meditazione statiche, tecniche di meditazione dinamiche e preghiere, ritenendo le preghiere dei metodi altrettanto validi per entrare in contatto col nostro centro. Ognuno può quindi scegliere i percorsi più adatti al proprio sentire. Mi occuperò maggiormente delle meditazioni dinamiche, sia perché personalmente ho avuto ottimi risultati e sia perché sono più adatte all’uomo moderno,  a causa della loro caratteristica decisamente catartica. L’uomo contemporaneo necessita di questo tipo di lavoro perché nel corso degli anni si sono accumulate sulla sua mente tante energie inutili sotto forma di pensieri e credenze dettate dalla società, con la conseguenza di creare uomini lineari, standard, adatti a essere manipolati e quindi, socialmente validi! Non ci si diventa "bravi ragazzi" ma lo si è sempre stati, bisogna solamente riportare il nostro essere a quello stato, anziché crearlo artificialmente. La società attuale crea persone artificiali, apparentemente brave persone, quelle che agli eccessi, quando tutti pensano che non se lo sarebbero mai aspettato, compiono crimini pazzeschi! La schizofrenia è un disturbo molto diffuso e chi più chi meno, tutti quanti ne abbiamo i sintomi. Anzi, più una persona cerca di apparire corretta, accettabile, e più richiama il polo opposto, come legge della natura, nascosto nel proprio carattere. Molto spesso è meglio urlare, dire qualche parolaccia, piuttosto che essere assassini un domani. La maggior parte dei crimini infatti succedono tra le mura domestiche, nelle famiglie, dove ancora oggi la famiglia è un istituzione sociale pubblicizzata, sostenuta e stimolata a essere la meta  più ambita dai ragazzi che si stanno formando una posizione sociale. E la società, in questo caso elogia le famiglie e da incentivi in denaro a chi fa figli. E quando ci si sente costretti a mantenere questa posizione raggiunta, anche se tutto il mondo ci sta crollando addosso e gli istinti primordiali cominciano ad affacciarsi nel nostro comportamento, ci sentiamo dei vigliacchi se solo affiorano pensieri che ci spingono a mollare tutto. La società ci costringe a mantenere in piedi la famiglia qualunque cosa accada! Da un lato dando appunto degli incentivi, tipo agevolazioni economiche, assegni familiari e dall’altro suggestionandoci a credere in certi "valori".Tutti composti davanti alla tv!!! Comprare ogni sorta di stupidità, cambiare l’auto ogni due anni, pagare un sacco di tasse, fanno tutto il resto. Poi le banche e gli istituti di credito, con le dovute pubblicità, offrono soluzioni su misura per affrontare qualunque tipo di spesa e necessità. In questo modo rimaniamo avvinghiati a questo sistema illusorio per tutta la vita! Schiavi delle nostre stesse illusioni! Lavorare per pagare le rate e mantenere la famiglia, non permette di avere il tempo necessario a rilassarsi e guardarsi dentro! Ma per capire meglio cosa voglio trasmettere, occorre vedere la situazione da un punto di vista più ampio, cercare di vedere tutte le dimensioni di spazio e tempo in un unica scena che ci appare davanti ai nostri occhi in un solo momento, qui e ora! Anticamente le famiglie non esistevano. Esisteva il branco, poi le tribù. La paura è quella cosa che in ogni epoca sociale, ha condizionato il comportamento umano per cui, sentirsi sicuri, protetti, è sempre stato l’antidoto alla paura. Appartenere a una tribù dava sicurezza, ma siccome bisognava rendere conto delle proprie azioni al capo tribù, ne limitava tuttavia la libertà. Quando poi ci si è sentiti più sicuri, lo stile di vita subiva pian piano dei cambiamenti, come è nella norma evolutiva, le tribù lasciarono il posto alle famiglie. Le famiglie sono ancora dei gruppi, più piccoli delle tribù, ma pur sempre dei gruppi. E in questo caso, anche se la libertà è maggiore, pur mantenendo comunque un certo livello di sicurezza, oggi, vediamo che la famiglia sta morendo. Anzi, è già morta da un pezzo!

-   L’uomo è cresciuto oltre la famiglia. L’utilità della famiglia si è esaurita, è durata fin troppo. E’ una delle istituzioni più antiche, e solo persone molto intelligenti possono constatare che è già morta. Per gli altri ci vorrà tempo, prima che ne riconoscano l’estinzione. La famiglia ha esaurito la sua funzione. Nel nuovo contesto in cui si evolverà l’umanità, non ha alcun rilievo; non ha più alcun rilievo per la nuova umanità che sta nascendo. La famiglia ha avuto lati buoni e lati cattivi. E’ stata molto utile – grazie a lei, l’uomo è riuscito a sopravvivere – ed è stata dannosa, perché ha corrotto la mente dell’uomo. Ma in passato non vi erano alternative, non era possibile scegliere altrimenti; era un male necessario. In futuro non lo sarà più: il futuro può offrire stili di vita alternativi.

                                                                                                 Osho

Il prossimo passo verso l’evoluzione dell’uomo è diventare un individuo. Non lo vogliamo riconoscere! I fatti parlano da soli e anziché aprire le nostre menti cercando di capire a cosa è dovuto questo fenomeno sempre più crescente delle separazioni, si fa prima a giudicare e molto spesso si riesce a capire questo fatto, solo quando arriva il proprio turno. La paura ancora una volta ci porta a giudicare e rifiutare a priori il nuovo. La paura è mancanza di amore. La paura porta anche a dipendenze affettive. Nei casi in cui, vuoi per mancanza di autostima o per incapacità di amare se stessi, si arriva ad annullare la propria persona, dedicando agli altri tutte le attenzioni e le responsabilità delle proprie sofferenze. Sul sito www.amoredipendente.splinder.com si parla ampiamente e con autorevole preparazione, dei più svariati problemi di coppia, soprattutto quando si tratta di dipendenza affettiva.

-   Puoi amare solo quando sei felice dentro di te.
L’amore non può venir aggiunto dall’esterno. Non è un indumento che puoi indossare.

                                                                                                 Osho

Diventare un individuo non implica necessariamente separarsi o vivere da soli, ma trovare uno spazio personale in cui ciascuno possa liberamente e serenamente guardarsi dentro.observer couple

E questo è possibile anche in una famiglia che funziona bene. L’Italia è la nazione più refrattaria nel mondo per quanto riguarda le leggi sulle separazioni e i divorzi, e chi più ne paga le conseguenze, sono i poveri figli! Si preferisce offrire ai figli un modello di vita in cui i genitori non si amano, dicono bugie, non si rispettano, spesso mostrando loro atti di violenza, dispetti, ripicche, vendette, piuttosto che dare esempi di amore e rispetto. Un bambino cresce meglio dove c’è energia di amore. Bisogna chiedere ai figli se preferiscono vedere un genitore sereno, anche se uno alla volta, piuttosto che vederli insieme ma litigare tutti i giorni! Le statistiche dimostrano chiaramente che i figli di genitori separati, quando soffrono non è per la separazione in sè, ma per come ancora si rapportano tra loro i genitori. E le istituzioni sociali, talvolta, a causa dell’ignoranza e dell’incompetenza, incentivano con le loro leggi, tra l’altro mal applicate, uno strano tipo di competizione tra i genitori.

Perché ho voluto dilungarmi molto su questo argomento? Cosa centra la meditazione in tutto questo?

In India tanti anni fa, lo stato pagava tutto quanto fosse necessario alla sopravvivenza, a chiunque avesse scelto di dedicare la propria vita alla meditazione. Perché? Se un uomo raggiungeva l’illuminazione, era un bene per tutta la società. Un uomo illuminato è come una luce nell’oscurità. E’ un punto di riferimento da cui tutti possono trarre dei benefici anche indirettamente. L’energia che sprigiona un illuminato è come un segno "+" in mezzo a tanti segni "-". E’ come una goccia di rosso in un barattolo di vernice bianca: che lo voglia o no, la vernice bianca inizia a cambiare colore! Questa tendenza naturale a trovare le risposte a tante domande che sono sempre state presenti nell’essere umano, si manifesta in tutte le azioni che accompagnano la nostra vita, tentando, sbagliando, riprovando, facendo qualunque cosa! Tutto contribuisce a creare un percorso individuale finalizzato alla ricerca di se stessi. Consapevoli o meno, tutti stiamo facendo lo stesso percorso, come tutti i fiumi, prima o poi arrivano al mare. E per quanto riguarda le separazioni, la maggior parte non sa che sta cercando di evolversi, quando decide di compiere questo passo, ma pensa a uscire da una situazione scomoda per stare meglio e talvolta  rischia di trovarsi in una situazione analoga alla precedente! Qualcosa non funziona correttamente, se non si mette tutto sul piano della crescita spirituale. Ho sentito parecchie persone lamentarsi che dopo essersi separati per specifici motivi, si sono ritrovati con compagni/e con cui rivivevano gli stessi conflitti per i quali si erano separati. La famiglia è ancora oggi un condizionamento molto forte che ostacola tantissimo, quanti vogliono portare l’evoluzione della coscienza umana a una dimensione successiva. Tutto avviene per gradi e al momento giusto, almeno questo è quello che vediamo e quello che si può dire. Non c’è sofferenza e non ci sono difficoltà se le persone coinvolte in questo processo, sono mature e consapevoli il tanto che basta. Capita anche che uno dei due è pronto ma l’altro no, creando in questo caso difficili ostacoli da superare a chi è pronto. Per questo c’è bisogno di meditazione. Una persona con un certo equilibrio interiore può superare più serenamente questi delicati momenti e, due persone che meditano, nel caso di una coppia che decide di separarsi, è sempre meglio che una! Anzi, se in una coppia meditano entrambi, talvolta invece non è necessario separarsi!buddha4

-   La meditazione funziona perché ci porta oltre la mente, in un posto di quiete, silenzio e pace. Perché la meditazione è semplicemente uno stato di consapevolezza rilassata.

                                                                                                   Osho

-   La consapevolezza non può fare nulla di male. Questa è la vera bellezza della consapevolezza: qualunque cosa da lei prodotta è bella e giusta, in maniera naturale, senza richiedere sforzi o disciplina. La consapevolezza è la chiave d’accesso al divino.

                                                                                                   Osho

In conclusione, non sto infatti proclamando la separazione come unico passo verso l’evoluzione. E siccome i figli sono le generazioni future, credo che non ci sia bisogno di aggiungere altro per capire quanto sia importante creare un clima di amore, soprattutto nelle famiglie, anche grazie all’uso delle meditazioni e in special modo quelle catartiche.

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