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La meditazione – Prima parte

mercoledì, 20 gennaio, 2010 | visite: 3172

A volte certe cose ce le portiamo appresso, tipo questa voglia di cercare – che ho sempre avuto sin da bambino – come se fosse scritta nel mio cognome e così, scherzandoci su, mi chiedo: "Cherchi, cosa cerchi?" – "Sto cercando Antonio o forse sto cercando qualcosa che va oltre questo mortale Antonio?" – Gesù diceva: "Chi cerca trova." – "Bussa e ti sarà aperto" – "Trova prima di tutto il regno di Dio, il resto ti verrà dato in sovrappiù."
Per questo, da sempre i mistici che hanno cercato, hanno trovato! Ma ciò che uno trova è un’esperienza unica, strettamente personale, molto intima. E’ un esperienza che non si può condividere, ma è condivisibile la fragranza. Quando sei semplicemente seduto accanto a un mistico, ne avverti la fragranza, senza che lui ti dica alcuna parola. meditation[2]
Devi essere pronto, per sederti accanto a un mistico, altrimenti
potrebbe essere solo un disturbo per te. Molte persone sono volute andare a vedere qualche mistico per pura curiosità e hanno detto che loro non hanno sentito nulla. Come si può ricevere un’emittente radio che trasmette in modulazione di frequenza, con una radio che riceve le onde corte?… Non sono esperienze che si possono descrivere a parole, tuttavia le parole sono gli unici strumenti che abbiamo e attraverso di esse si può solamente invitare gli altri a fare la stessa ricerca, dare loro la spinta giusta, incanalarli nella loro propria via, ma non è possibile fornire il risultato della ricerca bell’e pronto!

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La meditazione – Seconda parte

giovedì, 21 gennaio, 2010 | visite: 8063

Ho conosciuto tanta gente che si occupa di ricerca spirituale. Le vie che si possono percorrere in questa ricerca sono tante quanti sono i ricercatori stessi. Ognuno sceglie tra tantissime vie preconfezionate, la via del Buddha o la via di Gesù, religioni o un mix tra diverse tecniche, ma talvolta col rischio di perdersi in viaggio.Ges? o Budda Per questo avere un maestro come punto di riferimento diventa importante. Personalmente penso che non ci sia un percorso meglio di un altro. Qualcuno dice che devi mettere da parte l’ego, qualcun’altro dice che devi eliminare l’ego e altri ancora dicono che devi dare tutta l’importanza possibile all’ego! Alcune vie sembrano in contraddizione con le altre ma tutte hanno ragione. Dipende da come si vogliono vedere le cose. L’ego è molto importante. Noi viviamo grazie all’ego: senza, non potremmo neanche respirare! Respiriamo per vivere, e così, anche tutte le altre cose che facciamo grazie all’ego, ci servono per vivere, come quando ad esempio ci creiamo una falsa identità, che ci da una certa sicurezza. Quindi, chi dice che devi fare il possibile per far crescere l’ego, sta dicendo che devi seguire tutte le illusioni che pensi ti possano essere d’aiuto e solo alla fine, quando le avrai provate tutte, ma nessuna ti avrà realmente appagato, il tuo vero Sé può uscire allo scoperto. Non hai bisogno di essere nessun altro, fatta eccezione che essere te stesso. E qui nasce il problema: tu non sai chi sei e quindi costruisci qualcosa sopra di te con cui ti possa indentificare, ma quanto pesante può essere questo fardello? Un amico spesso mi chiede aiuti strani, impossibili: vuole che qualcuno gli dica chi è!!! Solo tu puoi sapere chi sei! Il pericolo sta quando non fai nulla, quando resti sospeso a metà. Da un lato vuoi gratificare l’ego ma dall’altro lato ti senti in colpa e in questo modo rimani intrappolato. Oggi, con l’avvento della new age, è più facile cadere in queste trappole. Parecchie persone continuano ad accumulare conoscenze, partecipano a dei corsi, seminari, leggono dei libri e… a sentirli parlare riescono anche a incantarti, perché si convincono che ciò che sanno è diventata parte di se stessi, invece la loro vita mostra che non è cambiato nulla. Da un lato si riempiono di sapere senza praticare e seguire nulla; dall’altro lato continuano a seguire la massa, le regole della società, attaccamento alle famiglie, alle cose materiali, al proprio paese di origine e così via.

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La meditazione – Terza parte

venerdì, 22 gennaio, 2010 | visite: 4878

Certe cose mi appaiono molto familiari, sia perché imparai a ipnotizzare i miei amici, dopo che avevo letto un libro all’età di sedici anni e sia perché sono nato in un piccolo paese in Sardegna, dove il contatto con la natura non mi mancava.. e… devo dire – componente determinante – sia perché mi ritrovo con un carattere ribelle, per cui non mi sono lasciato condizionare tanto facilmente! Così, quando lessi queste cose che vi sto raccontando, mi sono apparse talmente logiche che col passare degli anni, ho acquistato sempre più fiducia in me stesso, nonostante gli altri che mi “giravano” intorno, hanno sempre creduto che io vivessi di “fantasie”!

-     La fantasia è più importante della conoscenza.

                                                                                                     Albert Einstein

-     Le persone originali danno sempre fastidio alla società. Non sono così facili da manipolare, rimangono se stesse. Cercheranno di vivere la propria vita non secondo uno schema, ma secondo la loro visione.

                                                                                                            Osho

road to shambala  Tuttavia, nonostante le mie fantasie, i risultati degli esperimenti con l’ipnosi – che portai avanti per una decina di anni – mi confermavano come le suggestioni ipnotiche, possono influire sui 5 sensi alterandone le percezioni a seconda della volontà dell’ipnotizzatore. Le pubblicità sono un esempio di ipnosi. Attenzione: l’ipnosi può essere eseguita a diversi livelli di coscienza e quindi, anche quando si è svegli. Siete proprio sicuri che le scelte che fate, sono esclusivamente dovute alla vostra libera volontà? Acquistate un prodotto perché realmente sapete cosa contiene e come funziona, o solamente perché l’avete visto in tv o ve l’ha suggerito qualcuno? Anche supponendo di fidarvi di questo qualcuno, lui sa cosa vi sta consigliando?… Ma la maggior parte della gente, ad esempio, non guarda le etichette quando compra un prodotto, anche perché molti non sanno che cosa è il glutammato monosodico, ad esempio, quindi, cosa importa sapere che un prodotto lo contiene o meno, se non si conoscono i danni che esso può causare?

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