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Tecniche di meditazione statiche

domenica, 27 giugno, 2010 | visite: 6195

Eppure, pensandoci bene, la differenza tra le tecniche di meditazioni statiche e il semplice stare senza far niente di particolare, sta solamente nell’essere consapevoli.0_2b785_584b19f2_XL Ma se vogliamo, possiamo applicare lo stesso ragionamento anche alle meditazioni dinamiche. Come infatti ho citato prima, nella parte introduttiva alle meditazioni dinamiche,  il semplice atto di lavare i piatti può essere una tecnica di meditazione, oppure una cosa da fare fine a se stessa. Può essere una tecnica di meditazione, se si lavano i piatti essendo consapevoli di ogni movimento, sentire il suono dell’acqua che scorre, percepire la sensazione di questo flusso sulle mani e gioire di queste sensazioni, oppure resta una delle tante semplici attività quotidiane, se si ha  come obiettivo solo quello di pulire i piatti quanto prima possibile. Allo stesso modo mettersi seduti per recitare un mantra e contemporaneamente pensare ad altro, ad esempio, che appena finito, c’è da preparare la cena, non può dare grandi risultati. Oppure, tanto per citare un altro esempio, chi guida l’auto da tanto tempo, non pensa più che deve schiacciare la frizione prima di cambiare le marce, oppure non si rende conto in quale marcia l’auto sta andando, perché ormai l’atto di guidare si è automatizzato. In altre parole, esercitare la consapevolezza della coscienza, significa de-automatizzare tutte quelle cose che facciamo nella vita quotidiana in modo automatico.

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Vipassana

sabato, 31 luglio, 2010 | visite: 3264

La Vipassana è una tecnica tra le più antiche e come quasi tutte le tecniche antiche, anche essa non è catartica. Si tratta di stare semplicemente seduti e osservare il respiro. Non devi eseguire un particolare respiro. Lascia che sia il tuo respiro, così come è. Stai comodamente seduto su un cuscino oppure su una seggiolina per meditazioni. Tieni la schiena e la testa dritta. Gli occhi chiusi. E’ preferibile eseguire la Vipassana lontano dai pasti. Inizia osservando il tuo respiro, come se potessi vederlo, magari puoi anche dargli un colore e immaginarlo come fosse una nuvoletta di fumo. Osserva il momento in cui, mentre inizi a inspirare, il respiro entra nelle tue narici, sfiorandole. Ora accompagnalo mentre scende verso i polmoni… e a un certo punto si ferma. Osserva dove si ferma. Forse all’altezza dell’ombelico… o un po’ più su… o forse in po’ più giù. Non è importante dove, non devi cercare di portarlo più in profondità o da un altra parte. Dopo un po’, il respiro riprende con l’espirazione, perciò non fare il timido… accompagnalo all’uscita… segui tutto il percorso e lascialo libero di andare… altra pausa – non che tu fai una pausa – ma quando il respiro è uscito, per forza di cose, ci sarà una pausa fino a riprendere il ciclo con una nuova espirazione.vipassana 1 Osserva come, durante questo processo di inspirazione-espirazione, i tuoi pensieri arrivano e vanno e talvolta ti dimentichi di osservare il respiro perché ti perdi in qualche pensiero. Non ti allarmare, va benissimo… segui pure quel pensiero e lascialo volare via… poi ritorna al respiro.

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