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Tutto è perfetto. Così com’è.

mercoledì, 2 febbraio, 2011 | visite: 7557

совершенствоQuesto post è la versione italiana di “Всё совершенно. Так, как есть”, pubblicato dalla mia compagna sul suo sito: www.edemiya.info in lingua russa.

Ho voluto riportarlo perché abbiamo vissuto insieme quei momenti e quelle emozioni di cui si parla, ma che solo la sua sensibilità e intuizione hanno potuto permetterne l’elaborazione scritta.

– Prima del nuovo anno ho pensato: quale sarebbe un buon augurio per tutti noi? Mi sono posta questa domanda e non ricevendo una risposta in quel momento, mi sono rilassata e ho atteso. L’attesa non durò a lungo. Il 25 dicembre, appunto il giorno del Natale cattolico, a Mosca, accadde una cosa strana – è scesa una pioggia ghiacciata.

Devo dire che, da quando vivo in questo pianeta, non avevo ancora visto una cosa simile! Mio marito ed io stavamo viaggiando in auto. E improvvisamente sentimmo sul vetro e sulla carrozzeria qualcosa che batteva ritmicamente.  "Pioggia" – ho pensato. Il display del computer di bordo riferiva che la temperatura esterna era  -5. "No, come è possibile la pioggia a meno cinque? Inoltre, dov’erano le gocce? Non si vedevano alcune gocce sul parabrezza dell’auto. No, non piove. E non è grandine! E neppure neve. E non …. E cosa può essere?

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Libero arbitrio, destino, sincronizzazione, coincidenze…

mercoledì, 18 maggio, 2011 | visite: 6793

Quante volte vi sarà capitato di discutere su questi argomenti, spesso facendo leva su quanto letto nei libri di saggezza o talvolta, prendendo spunto da links e discussioni, apparsi ad esempio, su facebook, dove ognuno si identifica nei più svariati punti di vista? Già… il proprio punto di vista… Mi sono chiesto tante volte quale fosse il mio punto di vista, riguardo questi argomenti. Vi sembra semplice avere un punto di vista proprio? Sorrido… sorrido perché mi sto immaginando quante volte nella mia vita ho creduto di seguire un mio punto di vista e poi cambiarlo e sorrido, perché ora vedo, osservo, quante persone sono nello stesso percorso, o meglio dire, nella stessa trappola, pur essendo comunque, tutto naturale per noi esseri umani. Perché parlo in questi termini? Non è sarcasmo e non è offensivo. E’ semplice osservazione. Mi piace chiamarla trappola, perché questa è una condizione che non ci permette la libertà di fiorire, di far uscire il vero essere, pur essendo talvolta necessario cadere in queste trappole, come se ne avessimo bisogno per apprendere determinate lezioni. Viviamo seguendo una corrente, una moda, dei concetti che non sono nostri, anche se pensiamo di averli fatti nostri, anche se pensiamo che ci sta bene così. Per questa ragione la chiamo: trappola!cheese-cheese-mouse-ew-yellow-white-demotivational-poster-1267894387

Quante volte giudichiamo gli altri per aver compiuto azioni che a noi sembrano assurde e impensabili e poi ritrovarci a distanza di tempo a fare le stesse cose. Io ho giudicato, ho criticato e sono stato giudicato e criticato. Va tutto bene, tutto scorre secondo una normale procedura dei fatti. Cosa voglio fare? Perché questo articolo? Non ho nessun obiettivo, non voglio arrivare da nessuna parte e non voglio puntare il dito contro nessuno. Questo articolo è una mia riflessione che sta acquistando sempre più consistenza in questi giorni, mentre cerco di mettere chiarezza sul mio passato, rafforzata anche da alcuni scambi interessanti di opinioni, con i miei amici. Scrivere mi aiuta a mettere in pace la mente, oltre a riscaldarmi il cuore nel condividere, e magari aiuta qualcuno a chiarire se stesso. Non voglio parlare di concetti filosofici, non voglio annoiarvi con giri di parole che non portano da nessuna parte. Voglio parlarvi della mia vita, di me, di ciò che ho vissuto, di ciò che è passato sulla mia pelle e sulla mia anima. Perché continuare a parlare di ciò che è già scritto? Io posso solo parlare di me stesso e della mia esperienza personale. Cosa sono tutti questi concetti scritti da altri, a confronto con la propria personale esperienza? Che senso ha ripetere le stesse esperienze degli altri, solo perché con loro ha funzionato? Non possono funzionare per tutti! Mi viene in mente, ad esempio, che molti genitori vogliono insegnare la vita ai propri figli. E loro? Che vita hanno da insegnare? Forse loro stessi hanno vissuto una vita che è stata inculcata dai loro genitori. E ancora oggi queste sciocchezze si ripetono. Si vuole evitare che i nostri figli facciano gli stessi nostri errori, oppure, vogliamo che i nostri figli facciano i nostri stessi atti eroici!

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Libero arbitrio, destino, sincronizzazione, coincidenze…( SECONDA PARTE)

domenica, 17 giugno, 2012 | visite: 10031

… finché un giorno, uno dei tanti, dove spesso chiedevo  a Dio, all’esistenza, al cielo, a me stesso nel mio intimo… chiamatelo come volete, arrivò una risposta alla mia costante richiesta: “voglio trovare una soluzione a questa situazione”. Ho fatto bene a chiedere una soluzione, qualunque fosse. Se avessi chiesto una soluzione specifica, una che secondo me sarebbe stata la soluzione giusta, magari mi sarebbe pure arrivata e poi, ne avrei pagato le conseguenze! Ma ormai, dopo averle provate tutte – quelle che secondo me erano le giuste soluzioni – mi rassegnai ad accettare qualunque soluzione mi fosse arrivata, purché fosse una soluzione!

Quel giorno, la sera, al solito mi concedevo di rilassarmi al computer e scaricavo musica da un famoso peer-to-peer. Quella sera, per delle occulte e strane ragioni, decisi di dare uno sguardo alla lista degli uploader – ovvero le persone che scaricano dal tuo computer ciò che hai deciso di condividere – e così, notai che una persona, di cui mi colpì il nickname, scaricava da me una delle mie musiche preferite per rilassarmi. Il nickname non è il vero nome della persona che sta dall’altra parte del pc e quindi non mi permetteva di sapere assolutamente nulla sulla sua identità, però sentii una certa curiosità, spinto dal fatto che quel nickname era un nome spirituale tipico indiano e inoltre, questa persona scaricava una musica particolare per meditazioni. Col tasto destro del mouse aprii la finestrella e cercai la voce “invia un messaggio” pur sapendo che su questo programma non chatta MAI NESSUNO! Ma lo feci senza ragionare, molto impulsivamente! Scrissi – se per caso, avendo quel nickname, aveva frequentato un centro di meditazioni, in Italia, dove in passato avevo praticato un periodo di ritiro in meditazione. – Ovviamente fui sorpreso della mia impulsività e subito dopo concretizzai che feci una cavolata, tanto non avrei avuto alcuna risposta. Invece non passarono 10 secondi che la risposta arrivò, con mio stupore! Mi rispose in inglese, che a mala pena ricordavo dalla scuola. Mi rispose dicendo che non capiva lo spagnolo. A questo punto, aiutato dal traduttore, risposi che sono italiano e chiedevo scusa per essermi sbagliato. Rispose ancora, facendo una battuta simpatica, per cui, veniva naturale continuare lo scambio dei messaggi. Ma, essendo turbato da questa inaspettata risposta, decisi di interrompere la conversazione. Rimasi stupito e pensavo, sapendo molto bene che niente accade a caso. Tuttavia, anche senza conoscere le ragioni di questo “caso”, sentivo che avrei dovuto riprendere i contatti con quella persona. Ero curioso di conoscere le ragioni di quel nickname e magari condividere, la mia passione per Osho e i suoi metodi di meditazione. Il giorno dopo, la sera, avviai il programma e mi misi subito alla ricerca di quel nickname, nella lista degli uploader.

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