Chi sono

Di solito nella pagina chi sono, l’autore del sito descrive se stesso con tanto di curriculum vitae finalizzato a mostrare l’autorevolezza e la competenza che si possiede negli argomenti trattati, cercando talvolta di mettere in evidenza anche alcune caratteristiche che fanno di lui una persona unica in un determinato settore, oppure semplicemente, si vogliono condividere alcune esperienze personali con quanti visitano il sito. Tutto questo mi sembra più che corretto.

Così potrei descrivere qualcosa di me seguendo la linea convenzionale: mi chiamo Antonio Cherchi, sono nato a Marrubiu (in Sardegna), sono diplomato perito elettrotecnico e ho frequentato diversi corsi di medicina naturale, sono istruttore di body building… e così via, inoltre diverse esperienze hanno arricchito la mia vita dalla nascita a oggi. Non ritengo importante precisare altri dettagli perché penso che in ogni caso questo non fornirebbe comunque un idea sufficiente di “chi sono” o perlomeno non chiarirebbe il concetto come lo voglio intendere.

Forse dire che ho 35 anni di esperienza nel campo della ricerca interiore mi mette in una posizione di vantaggio rispetto a chi ha solamente 10 o 15 anni di esperienza? Forse descrivere gli  anni di una data esperienza mostrano la reale preparazione acquisita in quel settore? Per citare un esempio, suono la chitarra da quando avevo 14 anni ma so appena strimpellare alla bell’e meglio qualche canzoncina giusto il tanto da tenere su una allegra compagnia molto ristretta. Quindi, non sono gli anni di esperienza a fare la differenza ma direi con quali emozioni e intensità si sono vissute le esperienze.

Mi piace giocare un pò intorno a questo particolare del “chi sono”, anche perché lo scopo di questo sito è appunto offrire la condivisione di alcuni punti di vista, che sono il risultato delle mie esperienze, dove il razionale si perde con l’irrazionale, lo scientifico col paranormale, la logica con l’intuizione e insomma, per capirci meglio, mi piace mettere tutto sottosopra e rimettere tutto in discussione.

E chissà… forse perché mi piace pensare che al di là di ciò che credo di essere, c’è una Fonte di Energia con la quale, consapevole o meno, esiste una profonda connessione per cui non so esattamente definire dove finisco “io” e dove inizia ESSA. Tuttavia, questa Fonte di Energia esiste e si trova nell’Esistenza stessa. Esistenza di cui tutti facciamo parte e quindi anche tu che leggi sei profondamente connesso con questa fonte di energia. Allora potrei anche dire, nel descrivere chi sono, che io sono te e non solo, ma tutte le persone, gli animali e tutto che ciò che esiste nell’Esistenza! Ma allora cosa ci distingue gli uni dagli altri? Come posso essere anche un animale?… No! Lasciamo perdere! E’ molto più semplice pensare che io sono in quanto esisto, e che il mio “essere” esiste da quando sono nato e finirà col finire dei miei giorni. Eppure questo è l’eterno dilemma che affligge tutti quanti prima o poi. Mi ricordo di un certo Amleto…. Vladimir Vysotsky

E tutta la storia dell’uomo parla soprattutto di questo: scoprire chi siamo. Sarebbe gratificante se tutte le nostre assidue domande trovassero risposta nel semplice sapere che il nostro “chi sono” è limitato all’identificazione di un nome, cognome, data di nascita, un segno zodiacale, un titolo di studio, un posto di lavoro, sposati e con figli! Così siamo al completo e una posizione nella società è garantita!

Già! Ma qual’è lo scopo di tutto questo? Perché esistiamo? Qualcuno dice che bisogna dare un senso alla vita, e anche il nostro Vasco Rossi ci ha provato ma non ci è riuscito neppure lui!… E domani arriverà lo stesso!

Un giorno Sai Baba raccontò che all’inizio fu solo un grande oceano, un oceano di quiete. E da questo oceano si sollevò un’onda – e non si può dire quando, perché il tempo non c’era – e in quest’onda ci furono miliardi e miliardi di bollicine tutte con una domanda: Basta! Io voglio sapere chi sono!!! E così queste bollicine si separarono dall’onda e dopo milioni di anni si sono evolute, sono diventate pesci, animali, piante e… esseri umani! Ma in tutti questi anni hanno dimenticato quale era la loro domanda completa e ora ne ricordano solo l’inizio: Io voglio… io voglio… io voglio… 

bollicine(io voglio)

Chissà perché non siamo mai contenti?

Osho, decisamente il maestro di vita più contemporaneo, colui che ha rivoluzionato le generazioni dagli anni ’70 in poi, amato, odiato e sempre più oggi si leggono tantissimi libri su di lui, dice che il senso della vita è gioire, celebrare, danzare, e cosa non meno importante è quella di lasciare questo mondo un po’ più bello di come l’abbiamo trovato!

Con Amore

Antonio