La malattia

La malattia è parte della vita stessa e tutti, chi più chi meno, ne abbiamo avuto esperienza. E come ho detto prima nelle altre pagine, non ho intenzione di analizzare la malattia dal punto di vista medico, sia perché non sono un medico (per scelta) e sia perché in questo sito voglio condividere la consapevolezza nei vari aspetti, secondo la mia visione ed esperienza. Come interpretare il significato della malattia, diventa quindi un lavoro di consapevolezza e questo capitolo è dedicato in special modo a tutti coloro che vogliono andare oltre, che desiderano prendere nelle proprie mani la responsabilità della loro salute anziché piangersi addosso convinti di essere vittime di chissà quale atroce destino. La salute è il bene più prezioso che abbiamo, tant’è che in tante occasioni della giornata, nel nostro comune modo di comunicare, spesso usiamo parole dove si augura salute e benessere: Buongiorno; salve; stammi bene; ciao come stai?; salute! (quando uno starnutisce); salutami i tuoi… salutare (l’azione); e così via. La salute è uno stato dell’essere il cui equilibrio è continuamente disturbato ma continuamente ristabilito. La salute allo stato assoluto non esiste. Quando però questo equilibrio ha difficoltà a essere ristabilito ecco che la malattia vera e propria compare. Come avevo descritto nella terza via, a proposito delle due forze Yin e Yang nelle quali tutto può essere inquadrato – allo imagestesso modo – anche la salute e la malattia possono  essere viste sotto questo aspetto. E siccome non esiste la salute assoluta, analogamente non esiste la malattia assoluta. In ambo i casi c’è la morte! Come? La salute assoluta porta alla morte? Non esattamente, ma secondo me, la salute assoluta non è di questo mondo, come quando la malattia assoluta porta alla morte, anche la salute assoluta appartiene a altri esseri non di questo mondo!  Quando una persona muore, si stacca completamente dal dualismo "salute-malattia". Quindi quella che noi intendiamo condizione di salute, è semplicemente un equilibrio tra le due forze Yin e Yang.image Inoltre, contrariamente alla medicina ufficiale che vede un numero infinito di malattie alle quali vengono dati dei nomi alquanto assurdi, la medicina olistica vede soltanto una malattia: ovvero una condizione di non-salute. In altre parole, l’essere umano, quando si ammala, si è allontanato dal suo equilibrio. E in tutti i casi l’approccio è sempre lo stesso: riportare l’individuo al suo personale equilibrio, e quindi scoprire le cause comportamentali, atteggiamenti mentali nei confronti delle cose e della vita che secondo il suo programma divino, sono fuori sintonia. Torniamo un attimo a riprendere il concetto delle bollicine ribelli che hanno voluto conoscere la loro identità. Dopo tanto girovagare, si ritrovano ora dentro un corpo umano e mi pare che questa sia per loro l’ultima opportunità che hanno per conoscere la loro identità. A meno che, dopo l’uomo non ci sarà una specie ancora più evoluta e attrezzata, magari con 4 braccia, 4 occhi e qualcuno vorrebbe chissà cosa altro ancora……..! No! Secondo me ci sarà sempre un uomo, uguale e identico a noi, ma con una consapevolezza che ancora deve essere conquistata, altrimenti, viste le condizioni in cui ci troviamo ora, non è più possibile andare oltre. Lo dimostrano i sempre più numerosi casi di suicidio e l’aumento notevole di malattie quali il cancro, l’aids, la crisi economica, il rifiuto da parte delle autorità ad accettare nuove soluzioni energetiche a basso costo, l’inquinamento e chi vuole veramente fare una ricerca e aprire gli occhi, può avere conferma di tutto questo. L’uomo nuovo non esiste! Si sta appena formando! E per i primi il lavoro è molto duro! L’uomo nuovo è forte, ma allo stesso tempo è molto fragile perché non è sostenuto dalla maggioranza. Ognuno fa quello che può…!

-     La modernità ha fallito. Bisogna costruire un nuovo umanesimo, altrimenti il pianeta non si salva.

                                                                                                             A. Einstein

-     I problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di coscienza che li ha creati.

                                                                                                             A. Einstein

-     Le circostanze esterne non sono così difficili da cambiare, ma la letargia interiore è vecchia di secoli. L’incoscienza è così primitiva, le sue radici così profonde, che c’è bisogno di una determinazione totale da parte tua, una tremenda determinazione, un impegno, un profondo coinvolgimento. Devi rischiare il tutto per tutto. Altrimenti non ti sarà possibile trasformare te stesso, rimarrai sempre lo stesso.

                                                                                                                  Osho

Ciò che ci distingue dagli animali è che noi ci ammaliamo maggiormente, inoltre, noi esseri umani siamo gli unici ad avere la “possibilità” di diventare consapevoli. Già, parlo di possibilità, in quanto è un potenziale che abbiamo in più rispetto agli animali, altrimenti non c’è alcuna differenza! Anzi, gli animali quando si ammalano, istintivamente sanno come curarsi, noi no! Infatti anche se per molte cose ancora conserviamo l’istinto, per altre invece l’abbiamo perso, mentre la consapevolezza e l’intuizione, si stanno appena sviluppando. Tutto il nostro percorso di crescita è impostato da un piano divino che NOI stessi abbiamo scelto quando eravamo quelle bollicine. Ora non ricordiamo più niente! Come sarebbe possibile ricordare? Ora che siamo dentro a un corpo governato per lo più dalla mente con a capo i 5 sensi, viviamo nell’illusione di sapere dove andare e cosa fare, spesso spinti dall’arroganza, la presunzione, l’odio, la gelosia, il falso amore, la sete di potere e così via.5 senses E il nostro spirito, che sta all’interno di questo corpo, vincolato da esso, rivendica giustizia! Vuole riportarci sulla direzione giusta, sul quel percorso che NOI stessi avevamo scelto all’origine! Questo è il PUNTO dove dobbiamo riconoscere le nostre responsabilità! Non ci sono sconti per nessuno! Anche quando uno nasce già ammalato, non possiamo sapere quale tipo di percorso abbia scelto per la propria crescita. E le famiglie dell’ammalato? … vale lo stesso discorso. Benedette siano queste persone che hanno scelto un percorso così difficile e duro!

La malattia accade quando il nostro spirito rivendica giustizia: sii te stesso!

-    In una società migliore, formata da persone più comprensive, nessuno vorrà cambiarti.Tutti ti aiuteranno ad essere te stesso, perché essere te stesso è la cosa più preziosa al mondo.

Osho

Negli animali la malattia ha una valenza molto simile alla nostra, che risponde ai codici di sopravvivenza con i quali siamo stati programmati. Ma l’animale ha un contatto diretto con la Fonte Divina e la malattia segue sempre un processo intelligente necessario alla evoluzione della specie. Invece se parliamo di animali domestici, addestrati oppure da allevamento, la malattia oltre ai motivi accennati prima, è dovuta anche a una denaturalizzazione degli animali. Inoltre quelli domestici assorbono le nostre negatività, le nostre emozioni, sono costretti a vivere entro spazi molto limitati e spesso mangiano cibi industriali.

La malattia per l’uomo diventa invece un opportunità di crescita consapevole. La crescita per gli animali è automatica, per l’uomo invece può essere sia automatica che consapevole. Al giorno d’oggi esistono tanti libri molto interessanti che descrivono i significati nascosti dietro le malattie attraverso i quali possiamo scoprire le lezioni di vita che dobbiamo apprendere per proseguire il nostro cammino. Personalmente ho sempre utilizzato questo metodo di consapevolezza sia per me stesso che per i miei clienti quando faccio trattamenti terapeutici, trovando tanti riscontri e risultati decisamente positivi. E siccome stiamo parlando di consapevolezza, bisogna sempre tenere presente che il terapeuta è uno strumento nelle mani del Divino. Nessuna guarigione è da attribuire al terapeuta! Allo stesso modo nessun “fallimento” è dovuto esclusivamente al terapeuta. Ogni volta, conoscenza, consapevolezza e intuizione, sono la base per ogni terapia poi, ci si lascia andare alla volontà del Divino. Come il musicista che per anni ha studiato la tecnica per suonare uno strumento, quando si esibisce dimentica completamente sia la tecnica che lo strumento, diventando un tutt’uno con la musica che viene dal suo cuore! Fischi o applausi a questo punto sono irrilevanti. E quando un musicista ha suonato col cuore te ne accorgi. Perciò, allo stesso modo, si dovrebbe distinguere un buon terapeuta da un millantatore, che oggi grazie a questa nuova “moda del naturale” abbondano facilmente. Quindi il terapeuta, oltre a fornire un supporto di base quali amore e comprensione, fornisce anche delle chiavi che stimolano l’ammalato a lavorare sulla propria consapevolezza. Ecco perché la guarigione è una simbiosi tra terapeuta, paziente e piano Divino.   angel Per evitare confusione, soprattutto per chi è nuovo di questi argomenti, voglio fare un breve riepilogo su quanto detto finora, cercando di mettere maggiore chiarezza affinché l’intero discorso risulti coerente anche dove sembra ci siano delle contraddizioni.

1 – La malattia è un tentativo del nostro spirito a comunicarci che c’è qualcosa di sbagliato nei nostri pensieri e/o atteggiamenti e/o azioni e/o emozioni rispetto al cammino di crescita che abbiamo scelto quando ancora non eravamo nel corpo.

2 – Abbiamo sempre il libero arbitrio di poter scegliere cosa fare e come curarci.

3 – La scelta delle cure col naturale o con la medicina ufficiale è relativa alla filosofia che si vuole seguire, ma se nel frattempo non si è fatto un passo avanti nel nostro cammino, o comunque non abbiamo preso coscienza del significato celato dietro la malattia, essa potrebbe tornare. A volte ci si ammala da qualche altra parte e più gravemente di prima, soprattutto se si seguono cure farmacologiche finalizzate alla soppressione dei sintomi. Dipende comunque da tanti fattori, non si può dare una conclusione a priori. In ogni caso, consapevoli o meno, con cure naturali o meno, la malattia non ritorna se ha raggiunto lo scopo per cui è arrivata. Chiedetevi come eravate prima di ammalarvi, sinceramente, senza dire bugie a voi stessi e confrontatevi dopo la malattia, cercando di vedere se da qualche parte, nel vostro modo di comportarvi, di pensare o di vedere le cose, ci sia stato un cambiamento anche minimo. A volte non si vuole lasciare temporaneamente il lavoro, vogliamo a tutti i costi concludere un affare e siamo disposti a pagare qualsiasi prezzo per guarire al più presto. Non abbiamo tempo per guardarci dentro e spesso, anche se siamo cresciuti e migliorati da qualche parte, non ce ne rendiamo conto. Purtroppo spesso accade che certe gravità sembrino arrivare all’improvviso, ma i segnali ci avvisano sempre prima che il peggio accada, dobbiamo solo imparare ad ascoltarli.

4 – Altra cosa molto importante: con questi primi 3 punti, non sto dicendo di smettere di curarvi o di non andare dal medico! Sto dicendo: osservate, analizzate, mettevi in discussione, aprite la mente ma soprattutto il cuore… e dedicate un po’ di tempo a voi stessi: il mondo va avanti lo stesso anche senza di voi!

Ricordate sempre che l’amore è quell’energia che fa i miracoli e i miracoli, non sono solo alla portata dei santi! Ogni volta che una cura, sia essa medica o naturale funziona, è un miracolo! Se volete ci saranno pure delle spiegazioni scientifiche ma queste distruggono la poesia! I miracoli accadono tutti i giorni proprio davanti ai nostri occhi, ci mettiamo persino i piedi sopra e non ce ne rendiamo conto!

-     Ci sono due modi di vivere la tua vita. Una è pensare che niente è un miracolo. L’altra è pensare che ogni cosa è un miracolo.

                                                                                                          A. Einstein

Avete visto la bellezza dei fiori? I colori? Per lo scienziato sono soltanto una serie di reazioni chimiche, un seme messo lì che germoglia e poi … i fiori! … I colori? Sono solo degli effetti dovuti all’assorbimento e alla rifrazione della luce! Ma la bellezza, che spiegazione scientifica gli potete dare? Gli scienziati non possono spiegare la bellezza e l’amore! Parlo di amore e non di attrazione mentale o sessuale. A loro la bellezza non interessa. Tutta la materia è spiegabile scientificamente. Ma l’amore e la bellezza non fanno parte della materia. duet

Albert Einstein in tarda età si interessò molto alla meditazione: – “Quando ero giovane pensavo che prima o poi tutti i misteri dell’esistenza sarebbero stati svelati e ho lavorato duro. Ma ora posso dire che più sappiamo e più l’esistenza si fa misteriosa… e più diventiamo consapevoli della vastità… di non sapere nulla…” – e inoltre disse che la scienza ha fallito nel cercare di demistificare l’esistenza. Più cerchi di demistificarla e più si fa misteriosa! Più gli scienziati si addentravano nella materia e meno la trovavano. Infatti la materia è costituita da atomi i quali sono composti da elettroni, protoni e neutroni: solo pure particelle di energia! Adesso, scienza e religione, che prima erano due cose opposte, si stanno unendo: tanti scienziati si trovano d’accordo con i più importanti mistici. Eddington, un famoso scienziato ha detto: – “L’universo non sembra più una cosa ma un pensiero”. – Einstein diceva che tutto è relativo, niente è certo. Mahavira, un mistico, diceva la stessa cosa: – “Niente è certo. Tutto è flessibile, fluido. Nel momento in cui definisci una cosa, non è più la stessa”. Ancora una volta, secondo il concetto di Yin e Yang, scienza e religione sono un tutt’uno e entrambe dicono la stessa cosa, ma partendo da poli opposti.

Da tempo la fisica quantistica sta studiando il comportamento delle particelle, ma l’unica cosa che hanno potuto fare è osservare che il comportamento delle particelle cambia in continuazione e dipende dall’intento dell’osservatore. Cioè, in altre parole, è come se le particelle, dotate di intelligenza propria, non volessero essere osservate! http://www.youtube.com/watch?v=-By85gaGgoM Il film “ What the bleep do we know” ? una valida spiegazione a questi concetti. Altri scienziati osservarono diversi comportamenti delle cellule mentre veniva suonata della musica. Queste mostravano un comportamento diverso se la musica era classica oppure rock.

Inoltre, nonostante la materia ci sembra così solida e compatta, in realtà e più vuota che piena. Se ad esempio un protone di un atomo di idrogeno è grande come una palla di calcio, in proporzione, l’elettrone che gli ruota intorno si troverebbe alla distanza di 30 km! E il fatto che la materia sembri solida è dovuto alla velocita (300.000 km/sec.) con la quale gli elettroni occupano tutti gli spazi vuoti. Tutto questo in virtù dei parametri spazio e tempo. Se il tempo per ipotesi dovesse fermarsi, tutta la materia scomparirebbe!!! E dato che la materia non è eterna, tutto ciò che non è eterno è solamente un illusione! Ecco perché i mistici da sempre, hanno cercato ciò che è eterno, ciò che non muore mai.

Che cosa è ciò che non muore mai?

Se la materia con gli anni muore, cioè si decompone, si trasforma, la parte in essa che non muore mai è l’energia di cui la materia è composta. Se gli atomi sono composti da particelle di energia, significa che esiste una forza intelligente che decide come queste particelle devono stare unite così da formare un atomo e quindi la materia.

Da dove proviene questa forza intelligente?

Credo sia la stessa energia che tiene vivo un corpo… e quindi, la stessa energia che continua a esistere anche quando questo corpo non esiste più… i mistici stanno cercando questa energia?

Si può avere esperienza di questa energia? Come possiamo concretizzare la presenza di questa energia dentro di noi? E’ sufficiente sapere che esiste o vogliamo veramente conoscerla?

E dire che… se non fosse per la morte, mai avremmo voluto cercare questa energia! Se noi fossimo eterni, quando mai ci saremmo messi il problema di sapere cosa c’è oltre la morte!

Avete senz’altro sentito parlare di meditazione, ma non è quella che si fa bevendo una certa birra di marca pubblicizzata nella televisione italiana!!! E non è infatti quella cosa che viene descritta nei vocabolari!

Ho preso un vocabolario a caso e cerco la parola "meditare." Trovo: 1 – Fermare a lungo e con attenzione la mente sopra un oggetto, un idea, un argomento, ecc., per intenderli e indagarli. 2 – Preparare nella mente qualcosa che si intende realizzare; progettare. 3 – Considerare con profonda attenzione un oggetto, un’idea, un argomento, ecc. 4 – Riflettere.

No! La meditazione di cui voglio parlare non è questa.

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