La meditazione – Prima parte

A volte certe cose ce le portiamo appresso, tipo questa voglia di cercare – che ho sempre avuto sin da bambino – come se fosse scritta nel mio cognome e così, scherzandoci su, mi chiedo: "Cherchi, cosa cerchi?" – "Sto cercando Antonio o forse sto cercando qualcosa che va oltre questo mortale Antonio?" – Gesù diceva: "Chi cerca trova." – "Bussa e ti sarà aperto" – "Trova prima di tutto il regno di Dio, il resto ti verrà dato in sovrappiù."
Per questo, da sempre i mistici che hanno cercato, hanno trovato! Ma ciò che uno trova è un’esperienza unica, strettamente personale, molto intima. E’ un esperienza che non si può condividere, ma è condivisibile la fragranza. Quando sei semplicemente seduto accanto a un mistico, ne avverti la fragranza, senza che lui ti dica alcuna parola. meditation[2]
Devi essere pronto, per sederti accanto a un mistico, altrimenti
potrebbe essere solo un disturbo per te. Molte persone sono volute andare a vedere qualche mistico per pura curiosità e hanno detto che loro non hanno sentito nulla. Come si può ricevere un’emittente radio che trasmette in modulazione di frequenza, con una radio che riceve le onde corte?… Non sono esperienze che si possono descrivere a parole, tuttavia le parole sono gli unici strumenti che abbiamo e attraverso di esse si può solamente invitare gli altri a fare la stessa ricerca, dare loro la spinta giusta, incanalarli nella loro propria via, ma non è possibile fornire il risultato della ricerca bell’e pronto!

Gesù parlava per metafore, non perché si divertiva a fare il mistico o per avere più carisma e sintomatico mistero, ma perchè non aveva altri strumenti che quelli! Come fai a descrivere la luce a uno che è cieco dalla nascita? Lui non ha mai visto la luce e quindi non può conoscerla! E tu, per quanto  possa spiegargliela, gli fornirai soltanto una vaga idea di cosa sia la luce. L’unica cosa che puoi fare è dargli la vista! La meditazione fa questo! Nessun libro sulla meditazione ti può dare quello che invece raggiungi con la meditazione. Allo stesso modo il cieco può avere una grande quantità di informazioni su cosa sia la luce, tuttavia non potrà mai realmente conoscerla se non avrà un esperienza diretta. E… per essere più diretti, lo stesso discorso vale per i preti. Hanno studiato teologia e filosofia, conoscono la storia di Gesù ma non hanno alcuna conoscenza del Divino! Parlano in base a quello che hanno studiato. Ripetono ciò che è già stato detto da altri. A meno che… ma sono casi molto rari… non abbiano avuto esperienza diretta del Divino. Tutte le religioni ti mostrano un dio irraggiungibile. Solo Gesù era il figlio di Dio… e noi altri allora figli di chi siamo? Cosa ci distingue da Gesù? Cosa aveva Gesù di diverso da noi? Umanamente niente, ma lui aveva realizzato Dio dentro di Sè! Esortava tutti a fare la stessa cosa: “Voi potete fare le stesse cose che io faccio e molto di più”. Ma son passati 2000 anni e ancora non lo abbiamo capito. Gesù era consapevole di essere figlio di Dio, noi non lo siamo. Questa è l’unica differenza. E le religioni non aiutano a fare una ricerca diretta del Divino ma ti dicono di avere fede, e… con la semplice fede, non arriverai mai a conoscere il Divino. Loro lo sanno bene, non vogliono che tu scopra il Divino per conto tuo… ti dicono che potresti incontrare il diavolo… e sono riusciti a spaventarci davvero tanto con questa storia, che si continua a dipendere dalle religioni. Se tu scoprissi il divino come farebbero poi? Hanno bisogno di te, altrimenti tutta questa organizzazione cesserebbe di esistere. Gesù, Buddha, Mahavira, non hanno creato nessuna religione. La religione l’hanno inventata dopo… gli uomini!

-     Il problema autentico è risvegliare nell’individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole.

                                                                                                                     Osho

Voglio sottolineare un altro punto che solitamente confonde la gente: la meditazione non è una cosa che si fa. Spesso si dice: "Vado a fare una meditazione” ; “Ho fatto una meditazione". E’ solo un modo di dire, per praticità, ma la meditazione non si fa. E’ essa che ti fa! Accade!meditazione E quando dico accade, significa che arriva all’improvviso, quando meno te lo aspetti. Ma per far si che accada, devi fare qualcosa. Questo fare qualcosa, non è uguale per tutti.
In oriente, da sempre, hanno cercato il Divino in tanti modi e con gli anni, hanno creato ben 112 metodi di meditazione, i quali risalgono al V secolo avanti Cristo e sono raccolti nel Vijnana Bhairava Tantra. Perché tanti metodi? Perché le nostre menti sono programmate in tantissimi modi diversi e lo scopo di queste tecniche è trovare la giusta chiave per la serratura della tua mente. Le tecniche di meditazione servono a de-programmare la mente. Non che la mente sia un problema, ma la meditazione e la mente non possono coesistere contemporaneamente, perché l’una accade quando l’altra si fa da parte.

-     L’amore può nascere solo quando la mente non è presente.
Tu sei il mondo!  …….  Ciascuno cambi se stesso per cambiare il mondo.

                                                                                                    Jiddu Krishnamurti

 

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