Libero arbitrio, destino, sincronizzazione, coincidenze…( SECONDA PARTE)

… finché un giorno, uno dei tanti, dove spesso chiedevo  a Dio, all’esistenza, al cielo, a me stesso nel mio intimo… chiamatelo come volete, arrivò una risposta alla mia costante richiesta: “voglio trovare una soluzione a questa situazione”. Ho fatto bene a chiedere una soluzione, qualunque fosse. Se avessi chiesto una soluzione specifica, una che secondo me sarebbe stata la soluzione giusta, magari mi sarebbe pure arrivata e poi, ne avrei pagato le conseguenze! Ma ormai, dopo averle provate tutte – quelle che secondo me erano le giuste soluzioni – mi rassegnai ad accettare qualunque soluzione mi fosse arrivata, purché fosse una soluzione!

Quel giorno, la sera, al solito mi concedevo di rilassarmi al computer e scaricavo musica da un famoso peer-to-peer. Quella sera, per delle occulte e strane ragioni, decisi di dare uno sguardo alla lista degli uploader – ovvero le persone che scaricano dal tuo computer ciò che hai deciso di condividere – e così, notai che una persona, di cui mi colpì il nickname, scaricava da me una delle mie musiche preferite per rilassarmi. Il nickname non è il vero nome della persona che sta dall’altra parte del pc e quindi non mi permetteva di sapere assolutamente nulla sulla sua identità, però sentii una certa curiosità, spinto dal fatto che quel nickname era un nome spirituale tipico indiano e inoltre, questa persona scaricava una musica particolare per meditazioni. Col tasto destro del mouse aprii la finestrella e cercai la voce “invia un messaggio” pur sapendo che su questo programma non chatta MAI NESSUNO! Ma lo feci senza ragionare, molto impulsivamente! Scrissi – se per caso, avendo quel nickname, aveva frequentato un centro di meditazioni, in Italia, dove in passato avevo praticato un periodo di ritiro in meditazione. – Ovviamente fui sorpreso della mia impulsività e subito dopo concretizzai che feci una cavolata, tanto non avrei avuto alcuna risposta. Invece non passarono 10 secondi che la risposta arrivò, con mio stupore! Mi rispose in inglese, che a mala pena ricordavo dalla scuola. Mi rispose dicendo che non capiva lo spagnolo. A questo punto, aiutato dal traduttore, risposi che sono italiano e chiedevo scusa per essermi sbagliato. Rispose ancora, facendo una battuta simpatica, per cui, veniva naturale continuare lo scambio dei messaggi. Ma, essendo turbato da questa inaspettata risposta, decisi di interrompere la conversazione. Rimasi stupito e pensavo, sapendo molto bene che niente accade a caso. Tuttavia, anche senza conoscere le ragioni di questo “caso”, sentivo che avrei dovuto riprendere i contatti con quella persona. Ero curioso di conoscere le ragioni di quel nickname e magari condividere, la mia passione per Osho e i suoi metodi di meditazione. Il giorno dopo, la sera, avviai il programma e mi misi subito alla ricerca di quel nickname, nella lista degli uploader.

C’era!!! Forse tre punti esclamativi non rendono l’idea – dovrei riempirne la pagina – perché quel programma, funzionando in automatico, non garantisce di effettuare una connessione con la stessa persona, tra migliaia di persone in tutto il mondo che lo usano e altrettante migliaia di persone che cercano o condividono la stessa musica nel loro pc, per cui, le probabilità che capitasse una connessione con questa persona, erano quasi zero! Inoltre non si poteva sapere se questa persona era al pc proprio in quel momento e se, ancora una volta, facesse caso al mio messaggio! Tentai. Rispose subito!!! Così, per farla breve, ci scambiammo i nostri rispettivi indirizzi e-mail in modo tale da stabilire un contatto sicuro. Poi, per curiosità, i giorni successivi allo scambio delle e-mail, controllai la lista degli uploader, ma non c’era più!3110990762_e5fce1c74c

Questa persona non aveva ancora un sesso, nel senso che, dai dati in mio possesso, non potevo stabilire se fosse un uomo o una donna. Quando ebbi la certezza che si trattava di una donna – anche se lo avevo intuito sin da subito – e quando ormai la confidenza aveva raggiunto tale livello, ci scambiammo le foto. Non ero più un ragazzino ma i brividi che sentii nel vedere quella foto, non appartenevano a nessuna età e chi ha provato certe emozioni, capisce cosa intendo dire. Non avevo ragioni apparenti, per provare quelle sensazioni, non cercavo avventure virtuali e tantomeno reali, sapendo anche di essere sposato…

Passarono solo pochi giorni e i messaggi tra di noi iniziarono a essere sempre più frequenti e ricchi di condivisioni profonde e sentite. Avevo bisogno di sfogarmi, di dire tutto quello che stavo vivendo, avevo bisogno di essere capito, di trovare una spiegazione, di mettere chiarezza e di dare un senso a tutte queste cose che mi stavano accadendo. Tanto, era solo un’amicizia virtuale, limitata anche dal fatto che questa donna mi scriveva da Mosca, essendo russa. Quindi mi sentivo al sicuro, sapevo che non l’avrei mai potuta incontrare!

Invece, più passava il tempo e più sentivo una grande armonia con questa donna, oltre a sentire un qualcosa di indefinibile, tra l’entusiasmo e l’inquietudine. Sentivo una forte attrazione e un’energia che non ricordo di aver mai sentito. Infatti un’amica mi chiese che cosa mi stava succedendo, dato che aveva notato in me un energia particolare, come se qualcosa mi stesse avviando a un processo di trasformazione. Sentivo un forte richiamo, una voce che mi diceva: questa è la soluzione di cui hai bisogno! – Ah ah ah! – Rido! – Rido pensando a coloro che, con aria sufficiente e da persone vissute, dicevano: – “Non sai chi c’è dall’altra parte del computer. Chiunque è in grado di scrivere belle parole! E tu, ti lasci incantare dalle belle parole che uno sconosciuto dice tranquillamente sotto la copertura di un monitor e una tastiera”. – La gente proietta sugli altri le loro paure, vive le esperienze altrui come se fossero le loro e si sente nel dovere di dare delle raccomandazioni. Avendo io, già superato da tanto tempo questo condizionamento, ridevo e li lasciavo cantare. A incorniciare le loro raccomandazioni, usavano raccontare fatti negativi accaduti tramite la rete internet, a persone altrettanto negative, che – ognuno per il proprio cammino – avevano bisogno di quelle esperienze… e io delle mie!IMAG0548

Mosca: 3500 km distante dalla mia Sardegna. Così, per curiosità, iniziavo a documentarmi e ogni tanto mi piaceva ammirare le foto di questa bellissima città e sognare. La Russia, la grande madre Russia, grande popolo, gente che ha vissuto di tutto e di più, gente che è passata attraverso tantissime difficoltà, che ha dovuto difendersi dal pazzo di turno che voleva conquistarne le terre. Ho sentito sempre un certo fascino verso questo popolo e non pochi sono stati gli episodi, nel mio passato, che in un certo modo, si ricollegavano alla Russia.

La sensazione che la soluzione era proprio quella di separarmi, stava diventando sempre più forte e le voci e i pensieri dentro di me scorrevano veloci, come se avessi aperto una porta a dei poveri esseri che stavano rinchiusi al buio da tanto tempo e finalmente, uscivano di corsa, spingendosi l’un l’altro, per vedere la luce! Una sensazione che si prova quando aspetti da sempre un cambiamento e quando esso si manifesta, non hai dubbi! Poi, alcuni scherzi della mente, iniziano a manifestarsi e la tua persona si divide in due: una è felicissima, l’altra è tristissima! Felicità, una cosa indescrivibile, non eterna, ma fatta di piccole cose, momentanee ma significanti, importanti e poi… la tristezza! Ci si sente tristi, perché ci si sente in colpa!

–   La felicità è un affiorare interiore; è un risveglio delle tue energie; è un risveglio della tua anima.

                                                          Osho

Le voci che provengono dai condizionamenti sociali, si affrettano a prendere il posto alle sensazioni di leggerezza, di libertà. Quando sono gli altri a separarsi, a sciogliere il loro matrimonio, non siamo in grado di capire. Sembra facile giudicare e dire la nostra opinione. Ora era il mio turno. Non ci avevo mai pensato e se qualche volta mi sfiorava l’idea, la mandavo via. Ma stavolta era diverso. C’erano due fattori fondamentali e determinanti: da un lato la mia vita spenta, che non era la mia vita, ma quella degli altri e tutto quello che avevo fatto per salvare il salvabile, secondo le mie possibilità. Dall’altro lato la forte attrazione per una donna, che al di là della mitica bellezza russa, aveva delle caratteristiche importanti che sentivo essere in sintonia con le mie. Quante volte, in quei giorni, sono salito sul treno dei pensieri derivanti dal pensiero collettivo comune, lasciandomi trasportare fino a mete mai raggiunte, perché da nessuna parte, comunque, mi avrebbe portato. Però ci salivo, su quel treno, perché erano dei pensieri che facevano parte del mio vissuto e che avevano la loro importanza. Era doveroso a questo punto, di fronte a una scelta così importante, analizzarli nuovamente, vedere sotto questa nuova luce, se stavolta, questo treno mi avrebbe portato da qualche parte. Cosa pensavo? Tantissime cose! Troppe! Io non c’ero! C’era solo una folla dentro di me! Persone che chiacchieravano ininterrottamente e ognuno diceva la sua. La mia testa non era in grado di contenere tutto questo!

Abbiamo mille personalità. I condizionamenti sociali sono talmente tanti che, come ho detto nella prima parte di questo racconto, avere una propria idea è impossibile! Rileggiti quella parte! Credi davvero di avere idee tue? Per avere delle proprie idee è fondamentale conoscere se stessi, prima di tutto. Scoprire le ragioni per cui siamo venuti al mondo. Scoprire perché facciamo delle scelte. Adesso la pensiamo in un modo e prendiamo un treno che sta andando nella stessa nostra direzione. Potremo stare in viaggio per tantissimo tempo, sempre sullo stesso treno, ovvero sempre con le stesse idee, gli stessi principi, gli stessi ideali. – Poi la pensiamo in un altro modo, perché magari abbiamo visitato quei posti e non li abbiamo trovati confacenti con qualcosa di più profondo che sta dentro di noi e anche perché non è cambiato nulla… e prendiamo un altro treno. Questi treni sono tanti, tutti diversi e con mete diverse. Ma quando non c’è più nessun treno da prendere, nessun pensiero collettivo da seguire, quando scopri che non devi andare da nessuna parte, quando la decisione da prendere non è più quella di salire su un treno ma solamente quella di aprire una porta che è sempre stata chiusa e di cui non ne conoscevi neppure l’esistenza, ecco, in quel momento senti quegli esseri che erano rinchiusi, schizzare fuori come selvaggi e la tua energia comincia a fluire. In questo momento, non c’è più da prendere alcuna decisione. La decisione, ancora una volta, è stata presa molto tempo prima. – C’è solo da agire.man in yellow field – Mi sono lasciato andare. – Ero totalmente arreso. – Le cose iniziarono ad accadere da sole: io le stavo solo vivendo. – Certo agivo, parlavo, discutevo, prendevo piccole decisioni ogni giorno in base a come si evolvevano i fatti. – Ormai tutto si stava muovendo verso una mèta ben definita, impossibile da interrompere. Vedevo la sofferenza della mia ex moglie, che pur manifestandosi attraverso rabbia e odio nei miei confronti, non sentivo rancore ne biasimo anche se comunque, le cause-effetto, azioni-reazioni, erano un susseguirsi continuo e anche quando cercavo di porre fine a questo meccanismo, spesso certe reazioni erano inevitabili. Certo, chi stava prendendo la decisione di separarsi, ero io e giustamente o meno, lei si sentiva vittima di una scelta folle, anche se è fondamentalmente vero che in quei tempi, attribuivo a lei, le cause del fallimento del nostro matrimonio. E mio figlio? Al momento ancora non aveva realizzato cosa stava accadendo, anche perché le discussioni e i litigi facevano parte della normalità, anche prima della sua nascita. Penso che i bambini sappiano già con quali genitori hanno a che fare e in  questo, trovano comunque un loro equilibrio oppure, involontariamente, si crea il giusto terreno dove loro devono crescere. Mio figlio iniziò a porsi tante domande dopo che andai via. Non so però quali risposte gli furono date. Io ero responsabile delle mie risposte, non di ciò che lui avrebbe capito e tantomeno di ciò che gli altri avranno cercato di fargli capire.

–   I genitori dovrebbero essere consapevoli di come condizionano i loro figli. E ai bambini dovrebbe essere data ogni libertà di sperimentare il bene e il male, così che possano decidere da soli. Lasciate che trovino la loro strada: voi state soltanto molto attenti che non cadano in un fosso! Non dite mai nulla ai vostri figli che non sia una vostra esperienza esistenziale. Accettate la vostra ignoranza, questo vi procurerà un maggior rispetto, più fiducia in ciò che siete. L’ego del genitore pretenderebbe di conoscere tutto! Siate rispettosi nei confronti del bambino; i genitori si aspettano il rispetto dei figli, ma si dimenticano che è una cosa reciproca: rispetta i bambini e loro ti rispetteranno! Fidati dei bambini e loro si fideranno di te, allora sarà possibile una comunicazione.

                                                           Osho

Alcuni parlavano di traumi. Ci sono persone traumatizzate da qualcosa che è accaduto loro in passato e pensano che evitare i traumi ai bambini, sia il loro compito, ma spesso, proprio così facendo, glieli creano! Conosco tanta gente separata. Conosco figli di genitori separati. Conosco figli che non hanno genitori. La varietà dei casi è così tanta che non si può dare una conclusione a priori del tipo: i figli dei genitori separati, sono traumatizzati.

Il trauma. Che cosa è? Il dizionario italiano dice: lesione prodotta nell’organismo da cause esterne violente. Questa definizione vale sia per i traumi fisici che psicologici. Direi che assomiglia allo stress, a differenza che quest’ultimo non è violento, ma logora progressivamente. Analizzando lo stress, scopro che è quella giusta dose di esercizi atti a rendere un organismo più forte e resistente. Dieci anni da istruttore di body building, mi hanno fatto capire che senza lo stress del muscolo, con l’allenamento, il muscolo non cresce. Se lo stress è minimo, non si hanno risultati, perché non si innesca il meccanismo di super-compensazione. Tuttavia, se lo stress è eccessivo, si ha un effetto distruttivo con conseguente nausea e perdita di volontà ad allenarsi. Quindi, la chiave è trovare il giusto equilibrio. – Il trauma, in caso di incidente, ad esempio, è un impatto violento e inaspettato. Il trauma psicologico, invece, dipende sempre da come si vive l’episodio incriminato. Diventa negativo quando non si accettano le ragioni di ciò che si sta vivendo. Ma il fatto in se, non è ne traumatizzante e ne piacevole. E’ neutro. A dargli il risultato e lo spessore, è il modo come esso viene vissuto. La cattiveria delle persone adulte che vivono intorno al bambino “vittima”, crea il trauma! Iniziano a dire loro cose strane dettate dalla loro ignoranza e paura. Spesso proiettando in lui idee e concetti su valori inesistenti e insignificanti, spesso quando questi valori sono solo secondari ad altri che invece essi ignorano totalmente. La società, la chiesa, le religioni, hanno creato questi valori. Trovare se stessi, realizzare il proprio potenziale, non fa parte di questo elenco di valori.

Per continuare l’argomento, voglio citare alcuni passi del Vangelo ma che nessuno ne parla:

 – “Non pensate che io sia venuto a portare pace nel mondo: io son venuto a portare non la pace, ma una spada (altre traduzioni: ma la discordia). Infatti sono venuto a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera. E ognuno avrà nemici anche nella propria famiglia. Perché, chi ama suo padre o sua madre più di quanto ama me, non è degno di me; chi ama suo figlio o sua figlia più di me, non è degno di me. Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi cerca di conservare la sua vita la perderà; chi è pronto a sacrificare la propria vita per me, la ritroverà.” (Matteo 10, 34-39)

– “Pensate che io sia venuto a portare pace nel mondo? No, ve lo assicuro, non la pace ma la divisione. D’ora in poi, se in famiglia ci sono cinque persone, si divideranno fino a mettersi tre contro gli altri due e due contro gli altri tre. Il padre contro il figlio e il figlio contro il padre, la madre contro la figlia e la figlia contro la madre, la suocera contro la nuora e la nuora contro la suocera.” (Luca 12, 51-53).

Questa parte invece è estratta dalla Costituzione Italiana, art. 29.

” La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Assegna un ruolo importante alla famiglia, soprattutto a quella fondata sul matrimonio.

Ma ai tempi di Gesù non c’era l’articolo 29 e tantomeno la Costituzione Italiana. Gesù non dà molta importanza alla famiglia di sangue, quanto invece ne dà a una famiglia costituita da persone che seguono la volontà di Dio.  Fare la volontà di Dio significa amare e amare è possibile solo dopo che si ama se stessi, che si è trovato il proprio equilibrio. Dare un esempio di amore in questo modo, equivale dare ai figli un insegnamento profondo. Altrimenti, si continuerà a ripetere all’infinito una cosa non compresa. E questo concetto, non va contro la famiglia di sangue, ma ne fa capire invece la base, l’essenza. Se non ci sono questi criteri, ecco che la famiglia si scompone.Separazione-divorzio-e-affidamento-dei-figli-risponde-pronto-aiges

Quando, i figli dei genitori separati sono traumatizzati? Quando i genitori e chi vive intorno ai figli, vivono la separazione come un dramma, una tragedia, derivanti dall’attaccamento alla falsa sicurezza che la famiglia dà e ai “valori” derivanti da questo condizionamento. Questo traumatizza i figli!

Ho analizzato tante volte questi punti, perché i sensi di colpa mi ossessionavano spesso e la mia mente, assetata di sapere, di avere spiegazioni, non si acquietava finché non le fornivo le giuste e soddisfacenti spiegazioni, tali da metterla in sintonia col mio cuore. Spesso, non si prendono certe decisioni, per paura del cambiamento, ma soprattutto perché non si hanno abbastanza elementi da fornire come cibo, alla mente! Le decisioni sono già prese a livello inconscio, l’ultimo passo è quello di trovare delle spiegazioni al perché di queste decisioni.

–   Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c’è un momento per l’inizio e un momento per la fine e questo non crea una ferita. Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere e ringrazi l’altro: “Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita, hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo. Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono”. Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine, con grande amore, con il cuore colmo di riconoscenza. Se sai come amare, saprai come separarti.

                                                                       Osho

Così, passo dopo passo, cercando di fare le cose al meglio, procedetti con le pratiche di rito, richieste dalla legge. Sono stati i momenti più brutti. Nessuna comprensione da parte degli avvocati che, oltretutto, essendo donne, si sentivano emotivamente coinvolte, come se io mi stessi separando da loro! Il mio avvocato mi disse: se becco mio marito a chattare con una donna, gli taglio il collo con una scimitarra!!!… – Non voglio commentare. – Si è decisi per la separazione consensuale, giusto per fare prima, ma è solo uno stupido gioco. Gli avvocati, i giudici, non vogliono perdere tempo ad analizzare le singole situazioni, caso per caso: si perderebbe troppo tempo. Così, applicano il pacchetto preconfezionato, uguale per tutti. Nel mio caso, dopo aver costruito la casa in campagna, che da sempre sognavo – per piantarci qualche verdurina, qualche ortaggio; per vivere all’aria aperta come deve essere, specialmente per un ricercatore spirituale – e dopo essermi separato proprio perché lei, la ex moglie  – oltre che per le altre ragioni – non accettava di vivere in campagna – non accettava che mi dedicassi all’orto – non accettava di stare sola – lontano dal centro abitato, quando mi recavo al lavoro – oggi, lei, vive in quella casa! Da sola! Certo, lo so, i suoi problemi erano altri: non si sentiva amata, non si sentiva considerata e come conseguenza, le reazioni erano quelle di non accettare e ripudiare le cose alle quali io, invece tenevo.

–   Milioni di persone soffrono: vogliono essere amate ma non sanno come amare.
E l’amore non può esistere come monologo; è un dialogo, un dialogo pieno di armonia.

                                                                     Osho

Ci sono tanti libri che parlano dei problemi di coppia, molto più dettagliati e più autorevoli di quanto io stesso possa esprimere. Ma i libri, sono scritti da altri, persone che hanno studiato, persone che hanno vissuto personalmente ciò che scrivono, ma quasi tutti, sono d’accordo su un punto: l’amore e la considerazione, non sono né dovuti e né dati per scontato. Ognuno condivide quello che ha dentro e, sempre, in ogni caso, tutti – uomini e donne – dovrebbero imparare ad amare se stessi e a stare bene con se stessi, così che non avrebbero vuoti interiori che un altro dovrebbe provvedere a colmare! Le canzoni “romantiche”, i film, le telenovele, i fotoromanzi e le poesie, hanno contribuito a dare il colpo di grazia su quest’altra falsa credenza.

– Puoi amare solo quando sei felice dentro di te.
L’amore non può venir aggiunto dall’esterno. Non è un indumento che puoi indossare.

                                                                    Osho

Il tempo passava e assieme ad esso, piano piano, anche la mia rabbia si stava affievolendo ma la voglia di scaricarmi era sempre tanta, al punto che un  giorno, mentre facevo dei lavoretti di falegnameria, inconsciamente, ho infilato la mano nella pialla accesa, per togliere un truciolo, spappolandomi quasi fino all’osso, il polpastrello dell’anulare destro! Quell’incidente mi  ha portato a riflettere tanto sul mio stato d’animo, su cosa ancora avevo da lavorare, per ritrovare il mio equilibrio. Così, sapendo che anche gli incidenti e non solo le malattie, sono un riflesso delle nostre emozioni, consultai un libro specifico per avere una spiegazione in merito. Riporto quello che lessi: “I problemi alle dita della mano, un dito ferito, graffiato, pustole o verruche, stanno tutti a significare che si è preoccupati per i dettagli del momento presente. A seconda del dito in causa, varia il significato. L’anulare rappresenta le unioni e il dispiacere. E’ il dito in cui infiliamo la fede coniugale. Se ti fa male o è mutilato, significa che stai vivendo un dispiacere correlato a una relazione affettiva; questo dispiacere proviene da dettagli per i quali è inutile prendersela così tanto”. – Ma la fede si mette alla mano sinistra! – qualcuno mi farà notare. – Si, è vero, ma quando mi sposai, durante la cerimonia, al momento di ricevere la fede sul mio dito, anziché porgere la mano sinistra, per sbaglio, porsi proprio la mano destra!dito

 

Subito dopo la separazione, iniziai a frequentare la mia attuale compagna, dopo tutte le procedure burocratiche e pratiche, per far si che arrivasse in Sardegna. Tutto si è svolto in una cornice ricca di intense emozioni e tanta comunicazione, anche se, nonostante il mio zoppicante inglese, riuscivamo a capirci abbastanza bene. Non c’è stata la minima delusione e tutto sembrava come se fosse già accaduto! Trascorsi questi tre mesi intensi, il suo permesso di soggiorno finì e dovette rientrare a Mosca. Quando ero di nuovo solo, pur di stare vicino a mio figlio, avevo sistemato alla buona, due stanze dentro il capannone – proprio di fronte alla casa – e per certi versi ero mezzo accampato, senza alcuna comodità e il bagno semi esposto alle correnti d’aria. La corrente elettrica era allacciata alla stessa linea che alimentava la casa e ancora, le bollette le pagavo io. Non stavo vivendo affatto bene in questa sistemazione e vedere mio figlio di nascosto, dalla finestrella della cucina, mi faceva stare ancora peggio. Sentivo una sensazione opprimente, come se qualche altro importante cambiamento stesse per accadere. C’erano troppe cose che non quadravano. Troppi paradossi. La legge italiana totalmente sballata, eppure, di soluzioni pratiche, se ne potevano trovare di diverse… 

La mia mente non voleva allontanarsi da quel posto, il mio cuore voleva vivere questa nuova relazione. Ma io non avevo più la disponibilità della mia casa. Andare in Russia? Ma come?

La soluzione arrivò, ancora una volta, con un altra coincidenza. Un giorno, rientro al mio “alloggio” e non c’era più la corrente elettrica. La ex moglie fece scollegare il cavo che alimentava il capannone, facendo poi la voltura del contatore a suo nome, senza alcun preavviso!!! Zac! Tagliato fuori! Chiesi alloggio a un amico per alcuni giorni e ne frattempo preparai la valigia dopo aver fatto il biglietto per Mosca! La scelta? Non ne avevo altre, solo quella! E servita in un piatto d’argento!

Il resto è storia attuale!

 

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4 Commenti a “Libero arbitrio, destino, sincronizzazione, coincidenze…( SECONDA PARTE)”

  1. Marcretti ha detto:

    Papá… ???

  2. marco ha detto:

    bella storia amico caro. tutto ciò che potrei scrivere adesso per commentare la tua storia-vitae sarebbe una “distorsione alla bellezza del tutto”
    Ti auguro il minimo e il massimo insieme in totale equilibrio!

    BUONA VITA ! ! ! ( con tre punti esclamativi come nella tua storia…)

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