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Vipassana

sabato, 31 luglio, 2010 | visite: 4172

La Vipassana è una tecnica tra le più antiche e come quasi tutte le tecniche antiche, anche essa non è catartica. Si tratta di stare semplicemente seduti e osservare il respiro. Non devi eseguire un particolare respiro. Lascia che sia il tuo respiro, così come è. Stai comodamente seduto su un cuscino oppure su una seggiolina per meditazioni. Tieni la schiena e la testa dritta. Gli occhi chiusi. E’ preferibile eseguire la Vipassana lontano dai pasti. Inizia osservando il tuo respiro, come se potessi vederlo, magari puoi anche dargli un colore e immaginarlo come fosse una nuvoletta di fumo. Osserva il momento in cui, mentre inizi a inspirare, il respiro entra nelle tue narici, sfiorandole. Ora accompagnalo mentre scende verso i polmoni… e a un certo punto si ferma. Osserva dove si ferma. Forse all’altezza dell’ombelico… o un po’ più su… o forse in po’ più giù. Non è importante dove, non devi cercare di portarlo più in profondità o da un altra parte. Dopo un po’, il respiro riprende con l’espirazione, perciò non fare il timido… accompagnalo all’uscita… segui tutto il percorso e lascialo libero di andare… altra pausa – non che tu fai una pausa – ma quando il respiro è uscito, per forza di cose, ci sarà una pausa fino a riprendere il ciclo con una nuova espirazione.vipassana 1 Osserva come, durante questo processo di inspirazione-espirazione, i tuoi pensieri arrivano e vanno e talvolta ti dimentichi di osservare il respiro perché ti perdi in qualche pensiero. Non ti allarmare, va benissimo… segui pure quel pensiero e lascialo volare via… poi ritorna al respiro.

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Libero arbitrio, destino, sincronizzazione, coincidenze…

mercoledì, 18 maggio, 2011 | visite: 8489

Quante volte vi sarà capitato di discutere su questi argomenti, spesso facendo leva su quanto letto nei libri di saggezza o talvolta, prendendo spunto da links e discussioni, apparsi ad esempio, su facebook, dove ognuno si identifica nei più svariati punti di vista? Già… il proprio punto di vista… Mi sono chiesto tante volte quale fosse il mio punto di vista, riguardo questi argomenti. Vi sembra semplice avere un punto di vista proprio? Sorrido… sorrido perché mi sto immaginando quante volte nella mia vita ho creduto di seguire un mio punto di vista e poi cambiarlo e sorrido, perché ora vedo, osservo, quante persone sono nello stesso percorso, o meglio dire, nella stessa trappola, pur essendo comunque, tutto naturale per noi esseri umani. Perché parlo in questi termini? Non è sarcasmo e non è offensivo. E’ semplice osservazione. Mi piace chiamarla trappola, perché questa è una condizione che non ci permette la libertà di fiorire, di far uscire il vero essere, pur essendo talvolta necessario cadere in queste trappole, come se ne avessimo bisogno per apprendere determinate lezioni. Viviamo seguendo una corrente, una moda, dei concetti che non sono nostri, anche se pensiamo di averli fatti nostri, anche se pensiamo che ci sta bene così. Per questa ragione la chiamo: trappola!cheese-cheese-mouse-ew-yellow-white-demotivational-poster-1267894387

Quante volte giudichiamo gli altri per aver compiuto azioni che a noi sembrano assurde e impensabili e poi ritrovarci a distanza di tempo a fare le stesse cose. Io ho giudicato, ho criticato e sono stato giudicato e criticato. Va tutto bene, tutto scorre secondo una normale procedura dei fatti. Cosa voglio fare? Perché questo articolo? Non ho nessun obiettivo, non voglio arrivare da nessuna parte e non voglio puntare il dito contro nessuno. Questo articolo è una mia riflessione che sta acquistando sempre più consistenza in questi giorni, mentre cerco di mettere chiarezza sul mio passato, rafforzata anche da alcuni scambi interessanti di opinioni, con i miei amici. Scrivere mi aiuta a mettere in pace la mente, oltre a riscaldarmi il cuore nel condividere, e magari aiuta qualcuno a chiarire se stesso. Non voglio parlare di concetti filosofici, non voglio annoiarvi con giri di parole che non portano da nessuna parte. Voglio parlarvi della mia vita, di me, di ciò che ho vissuto, di ciò che è passato sulla mia pelle e sulla mia anima. Perché continuare a parlare di ciò che è già scritto? Io posso solo parlare di me stesso e della mia esperienza personale. Cosa sono tutti questi concetti scritti da altri, a confronto con la propria personale esperienza? Che senso ha ripetere le stesse esperienze degli altri, solo perché con loro ha funzionato? Non possono funzionare per tutti! Mi viene in mente, ad esempio, che molti genitori vogliono insegnare la vita ai propri figli. E loro? Che vita hanno da insegnare? Forse loro stessi hanno vissuto una vita che è stata inculcata dai loro genitori. E ancora oggi queste sciocchezze si ripetono. Si vuole evitare che i nostri figli facciano gli stessi nostri errori, oppure, vogliamo che i nostri figli facciano i nostri stessi atti eroici!

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